Cosa si cela dietro l'immagine di una famiglia apparentemente perfetta? Ce lo racconta Silvia Ricci Lempen in uno straordinario romanzo autobiografico, vincitore del prestigioso premio Michel-Dentan, che si trasforma in una riflessione sul complesso intreccio tra dinamiche familiari e sociali nel Novecento, il secolo che ha visto compiersi totalitarismi e rivoluzioni democratiche, oppressione e ricerca di libertà. Il racconto di Lempen è un vero e proprio urlo di ribellione contro un padre autoritario, un "uomo tragico" cresciuto all'epoca del Fascismo, che per amore avvelena la vita dei suoi cari.
Un'opera che, partendo dalla figura del padre, analizza le violente dinamiche di potere tra generazioni, l'incerta linea che separa scelta individuale e destino collettivo.
Silvia Ricci Lempen
nata a Roma nel 1951, vive in Svizzera da diversi anni e attualmente risiede nella periferia di Losanna. Giornalista, docente universitaria, dottoressa in filosofia e femminista, si consacra oggi principalmente come scrittrice pluripremiata di romanzi. Presidente della sezione di Losanna della Association pour le Droits de la Femme, responsabile del mensile Femmes suisses (oggi diventato L'Emilie), coordinatrice della rubrica culturale del Journal de Geneève et Gazette de Lausane, redattrice culturale de Le Temps, riesca a combinare allo stesso tempo il punto di vista dell'intellettuale e del cittadino nell'analisi delle tematiche che ha a cuore, in particolare quelle legate alle questioni di genere, alla cultura contemporanea e ai media.