Come si parla a una rosa? Come reagisce lei? Perché non conosciamo i nomi dei maestri cinesi e persiani che hanno ibridato le più belle rose antiche? Perché Giuseppina Bonaparte si è circondata di rose? Perché i francesi nell'Ottocento hanno fatto della rosa un'industria? Perché gli inglesi importavano le rose dall'India? Perchè gli americani cambiano il nome alle rose? Perché la rosa è un fiore in via di estinzione? Ma soprattutto perché non si può parlare d'amore senza tirare in ballo la rosa?
A tutte queste domande e a molto di più risponde l'autore che, attraverso dialoghi immaginari con le rose antiche e classiche, ci presenta ogni specie di rosa, a cui si rivolge con il linguaggio del giardiniere che parla alla sua pianta, incitandola a crescere bene.
Il volume è illustrato dalle fotografie originali di Bruno Caserio che fanno conoscere nel dettaglio una gamma insolita di rose, con l'apparizione di fiori mai visti in Italia e in Europa.
Gian Paolo Bonani
è psicologo specialista nello sviluppo delle risorse umane e docente universitario alla Sapienza di Roma. Designer di giardini, coltiva rose da più di 30 anni, sviluppando progetti per giardini e roseti in Umbria, nelle Marche e nel Lazio, nel Molise, a Venezia e in Corsica. Attualmente sta completando uno dei più importanti roseti del mondo, a Roccantica in Sabina, già riconosciuto dalla World rose federation come una delle realizzazioni architettoniche contemporanee più rilevanti: 4500 varietà di rose antiche e moderne con un impianto complessivo di oltre 6000 rosai. Con la Iacobelli ha pubblicato il volume Tacita Rosa - Ritratto di un giardino in Sabina e, essendo un esperto di vini che scrive sulla rivista Spirito di Vino, la propria biografia Vino e seduzione.