Uruguay 1973 - 1985: questi il luogo e il tempo del racconto scritto da Mauricio Rosencof e Eleuterio Fernández Huidobro, autori ma anche protagonisti di quella tragica parentesi storica che ha visto contrapposti i guerriglieri del Min (Movimento di liberazione nazionale) alla dittatura militare uruguayana. Tredici anni sottoterra, una prigionia lunga e disumana all'interno dei calabozos, celle d'isolamento alte 180 centimetri e profonde 60, di cui Mauricio Rosencof ed Eleuterio Fernández Huidobro evocano la memoria e il terrore; torture fisiche e psicologiche, alienazione e delirio sono il leitmotiv dei loro giorni e delle loro notti. Non c'è speranza per chi si oppone al regime.
Finché una notte i due, relegati in calabozos contigui, riescono a squarciare il muro del silenzio creando un canale di comunicazione "altro" basato sul codice Morse: riattivare una qualsiasi forma di linguaggio significa per loro ritornare alla vita.
Così Memorie dal calabozo, che è la prima traduzione italiana dell'opera, ripercorre con sarcasmo e ironia la storia dell'Uruguay, dall'apogeo al declino della dittatura fino alla liberazione, attraverso la selezione di 154 testi sui 200 dell'edizione originale, diventando un vero e proprio canto alla vita contro tutte le barbarie.
Mauricio Rosencof
nasce a Florida, Uruguay, nel 1933 da una famiglia di immigrati ebreo-polacchi. Scrittore, drammaturgo e giornalista, attualmente è assessore alla cultura nel comune di Montevideo.
Numerosi testi di Rosencof sono stati tradotti in tedesco, inglese, francese, olandese e turco, ma solo nel 2008 appare la prima traduzione italiana di una sua opera, Le lettere mai arrivate, edizioni Le Lettere di Firenze.
Eleuterio Fernádez Huidobro
nasce a Montevideo nel 1942, ex guerrillero del Movimento di liberazione nazionale, nonchè uno dei 9 ostaggi della dittatura dal 1973 al 1985, è giornalista, scrittore e attualmente politico. Riveste l'incarico di senatore della Repubblica uruguayana dal 1999.