FIGURAZIONI DEL POSSIBILE
Sebbene sia un genere la cui nascita viene concordemente fattta risalire all’opera di una donna – il Frankestein di Mary Shelley – la fantascienza è stata a lungo dominio maschile, non solo perchè a scriverne erano autori ma anche perchè erano gli uomini a definirne il mondo immaginario e, di conseguenza, il pubblico di lettori d’elezione. Dai primi anni settanta, però, a partire dal mondo anglosassone – e in coincidenza con l’ondata di neo-femminismo - cominciano ad emergere testi a firma femminile che si pongono il problema di esplorare le potenzialità della fantascienza anche come critica radicale degli stereotipi correnti nelle definizioni di genere. Nasce così la “fantascienza femminista”, che adotta sia politiche che epistemologiche per decostruire ciò che viene presentato come “naturale”, esercitando l’immaginario verso la prefigurazione di un ordine meno oppressivo, più aperto e accogliente, più “giusto”.
Maria Serena Sapegno
insegna Letteratura italiana e studi di genere all’Università di Roma La Sapienza. Le sue ricerche hanno toccato la letteratura italiana antica, i problemi della tradizione letteraria nazionale e del romanzo del settecento italiano. Si occupa anche di scrittura delle donne e dei problemi teorici posti alla letteratura dalla soggettività femminile.
Laura Salvini
insegna Lingua inglese-traduzione all’Università La Sapienza di Roma. Ha lavorato sulla relazione tra science fiction e teorie femministe, pubblicando saggi su Joanna Russ e Octavia E. Butler. Ha tradotto una biografia-intervista su David Cronenberg (Il cinema secondo Cronenberg, Parma 1994).

A cura di Maria Serena Sapegno e
Laura Salvini

Figurazioni del possibile
sulla fantascienza
femminista
pp.156

Collana:
Workshop