In una terra ricca e
lontana vive un Re con la sua famiglia. Consigliato
dall’anziano genitore, l’uomo viaggia verso oriente, alla
ricerca di un noto maestro spirituale per farsi indicare la
via per liberarsi dall’arroganza e dal desiderio di
adulazione che gli chiude gli occhi. Al cospetto del Monaco,
un militare riferisce al sovrano che la sua famiglia è stata
trucidata durante una sommossa. Il Re decide di fare strage
dei soldati che gli hanno sottratto il regno e la famiglia.
Alle prime luci del giorno si sveglia e scopre di aver
sognato, è rincuorato, ma pensieroso. L’uomo interpreta il
sogno come un malessere che lo condurrà verso
l’allucinazione e il delirio. Soffocato da questo presagio,
il giovane Re cede alla pazzia. È una favola dedicata
agli adulti che vogliono spogliarsi della propria regalità e
confondersi fra la folla. Dedicata a chi si sente privo
della libertà o sente di essere schiavo del proprio ruolo.
La Favola narra la frattura fra l’essere e il dover essere.
Il viaggio del Re si rivela un universale cammino verso la
trascendenza divina e verso la conoscenza di se stessi.
Roberto Pavarino
è nato il 6
gennaio 1960 a Torino, dove risiede. Laureato in
Giurisprudenza, attualmente è direttore delle risorse umane
di un importante gruppo industriale multinazionale. Il suo
stile letterario è volutamente sintetico e asciutto. Le
tematiche che tratta sono incentrate sulla dimensione
esistenziale, psicologica e religiosa della vita. Nel suo
primo romanzo, Leopolis, edito da Robin Edizioni nel 2006,
ha approfondito il doloroso dramma dell’eutanasia.