La sofferenza, il dolore, ma anche il grande coraggio dei bambini, in cinque racconti esemplari. Testi essenziali e profondi, nati per essere letti ad alta voce, per condividere l’emozione di storie che potrebbero star dietro alle cronache che leggiamo tutti i giorni sui giornali e a cui non si può, non si deve, restare indifferenti.
Perché, nonostante la violenza degli adulti e il loro disamore, i bambini sono il futuro. E il futuro
qui, vince sempre.
I testi dei racconti si prestano a essere rappresentati e danno vita anche a letture teatrali che saranno in scena in Italia.
All’interno del volume, gli spartiti – manoscritti da Massimo De Lorenzi – delle musiche originali di Giovanna Famulari.
Maria Inversi
ha studiato recitazione, acrobatica, danza contemporanea, danza Butoh, regia. Dal 1990 si occupa di regia teatrale.
Nei suoi spettacoli, il linguaggio multimediale si compone di arte visiva, gesto minimalista drammaturgia musicale. Ha scritto dieci testi teatrali e molte drammaturgie. Tra i testi e drammaturgie rappresentate:
Camille Claudel (1988), Artemisia Gentileschi (1990), Ingeborg Bachmann (1991-92), Etty Hillesum (1991-92),
L'Antigone di Maria Zambrano (1996), Sabina Spielrein (1997-99), Symphõníai Medea (1999), Marianne Golz-Goldlust, Amelia Pincherle Rosseli, Milena Jesenska, Simone Weil, Sylvia Plath. Ha recentemente
ideato e portato in scena:“Quest’è l'amante mio – operina rock” con cui, attraverso i testi di alcune petrarchiste e cantanti-attrici, ha ricostruito la sensibilità femminile nel rinascimento italiano tra tragedia, sensualità, ironia, "femminismo" (2007). Ha ricevuto diversi premi letterari per racconti e testi teatrali, tra i quali il primo Premio Fersen per “Non voglio più ricordare” e il terzo premio Teramo per La violinista, entrambi presenti in questo volume.